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Atargatis
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mwcgAtargatide (mwcwlat. mwdaAtargatis) o mwdqAtergate (in mwdgaramaico mwdw‘Atar‘atah) era una divinità mweasiriaca, comunemente conosciuta ai mweqgreci con la forma diminutiva del nome, mwegDerceto o mwewDerketo (mwfaStrabone, mwfqmwfgGeografia, 16.975; mwfwPlinio, mwgamwgqNaturalis Historia, 5.81), e in latino come mwggDea Syria ("Dea della Siria", resa in una sola parola come mwgwDeasura).
Era una divinità inventrice di utili strumenti oltre che dea della generazione e della fertilità, tanto da essere spesso assimilata ad mwhqAfrodite. Era raffigurata spesso con sembianze di donna e pesce, simile a una mwhgsirena, e così è citata ad esempio da mwhwDiodoro Siculo, anche se questo non era il suo unico aspetto.cite-ref-1[1] Con mwjaCaistro, figlio di mwjqAchille, ebbe un figlio di nome Efeso e una figlia chiamata mwjwSemiramide.
Fu definita dallo studioso mwkqMichael Rostovtzeff “la grande signora delle terre della Siria del nord”.cite-ref-2[2]
Contents
• Il nome
• Note
• Fonti
• Moderna
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Il nome
Ad mwmqUgarit, tavolette mwmgcuneiformi attestano la feconda «grande Athirat del mare» (mwmwrabbatu atiratu yammi) e tre divinità Canaanite — mwnaAnat, mwnqAsherah e mwngAshtart — condividono molti tratti e possono essere state adorate insieme o separatamente durante i 1500 anni di storia della regionecite-ref-3[3].
Questo nome mwqg‘Atar‘atah è una mwqwcomposizione di due nomi divini: il primo costituente (mwraAtar) è una forma dell'Ugaritico mwrqAthart, himyaritico mwrg‘Athatar, l'equivalente di mwrw‘mwsaAshtoreth dell'mwsqAntico Testamento, del mwsgfenicio mwswmwta‘Ashtart, resa in mwtqgreco come mwtgAstarte. La desinenza femminile mwtw-t è stata omessa. Comparare con la forma mwuaaccadica mwuqmwugIshtar. La seconda metà (mwuwatis) potrebbe essere un nome divino mwvapalmireno, mwvqAthe (per esempio mwvgtempus opportunum), che ricorre come parte di molti composti.
In alternativa, il secondo costituente (mwwagatis) potrebbe essere in relazione con il greco mwwqgados ‘pesce’ (per esempio, il nome greco per mostro marino o balena è il termine cognato mwwgmwwwketos). Quindi, mwxaAtar-gatis potrebbe semplicemente significare ‘la dea-pesce Atar’.
Centri di culto ed immagini
Come conseguenza della prima metà del nome, Atargatide è stata frequentemente, benché in maniera errata, identificata con ‘Ashtart. Le due divinità hanno avuto probabilmente origine comune, ed avevano in comune anche molte caratteristiche, ma i loro culti sono distinti storicamente. Troviamo riferimenti nel mwzaPrimo libro dei Maccabei mwzq5.43 ad un Atargateion o Atergateion, un tempio di Atargatide, a Carnion in mwzgGilead, ma il nome della divinità era senza dubbio non mwzwisraelita o mwaacananea, ma siriana: a mwaqHierapolis Bambyce le era intitolato un grande tempio. A mwagPalmyra apparve sulle monete con il simbolo di un leone, oppure la sua presenza è segnalata dal simbolo di un leone e una luna crescente: un'iscrizione la menziona. Nel tempio di Atargatide a Palmyra e a mwawDoura Europoscite-ref-4[4] appare ripetutamente con il suo consorte, mwcaHadad, e nella ricca cultura religiosa sincretica a Doura-Europos, era adorata come mwcqArtemis Azzanathkonacite-ref-5[5]. Negli anni trenta del XX secolo numerose busti in bassorielievo mwdgnabateo di Atargatide erano identificati da Nelson Glueck a Khirbet et-Tannûr, in Giordania, nelle rovine di un tempio dell'inizio del primo secolocite-ref-6[6]; qui gli occhi e le labbra velate di luce della divinità erano una volta dipinte di rosso, e una coppia di pesci si confrontava con un'altra sopra la sua testa. I capelli della dea, che ricordano l'acqua secondo Glueck, erano divisi nel mezzo. A mwewPetra la divinità settentrionale era sincretizzata con una divinità nord arabica dal sud di mwfaal-'Uzzā, adorata in un tempio. A mwfqDoura Europus, tra gli attributi di Atargatide figurano il fuso e lo scettro o l'amocite-ref-7[7].
Nei suoi templi di mwgwAscalon, mwhaHierapolis Bambyce ed Edessa c'erano vasche per i pesci, che potevano essere toccati solo dai sacerdoticite-ref-8[8]. Glueck nel 1936 notò che «ad oggi c'è un pullulare di vasche per i pesci sacri, i cui pesci sono intoccabili, a Qubbet el-Baeddwī, un monastero mwiqdervish tre chilometri ad est di mwigTripoli»cite-ref-9[9]. A Tiro, Atargatide-Astartè è la protettrice della città le sue immagini nel tempio a lei dedicato, sono di abbagliante colore bianco e oro, affiancata da due leoni è venerata come «Colei che rifulge splendente» e nel III secolo d.C. tra le epiclesi divine è invocata come Agatè Tyche. Il mwjwsimulacro ad Ascalon aveva la parte superiore di mwkadonna e quella inferiore di mwkqpescecite-ref-villarosa-10-0[10].
Dalla Siria, la sua adorazione si estese in mwlwGrecia e all'ovest più lontano. mwmaLuciano di Samosata e mwmqApuleiocite-ref-11[11] danno descrizioni dei preti mendicanti che viaggiarono per le grandi città con un'immagine della divinità su un asse e raccoglievano le elemosine. La ampia estensione del culto è largamente attribuibile ai mercanti siriani; di questi si trovano tracce nelle grandi città mercantili e portuali, specialmente a mwngDelo numerose iscrizioni sono state trovate, che riconducono la prosperità all'influenza della dea. Nuovamente si trova il culto di Atargatide anche in mwnwSicilia, introdotto, senza dubbio, dagli schiavi e dalle truppe mercenarie, che li trasportavano anche dai confini settentrionali più lontani dell'Impero Romano. Il leader degli schiavi ribelli nella mwoaPrima guerra servile, un siriano di nome mwoqEuno, dichiarò di aver ricevuto visioni di Atargatide, la quale aveva identificato egli stesso come mwogDemetrio di mwowEnna. In molti casi Atargatide, ‘Ashtart, e altre divinità che una volta erano stati culti e mitologie indipendenti, divennero mwpasincretismi, fuse l'una con l'altra e così estese da apparire indistinguibili.
Questa fusione è esemplificata dal tempio di Carnion, che è probabilmente identico al famoso tempio di ‘Ashtart a Ashtaron-Karnaim. Atargatide appare generalmente come la moglie di mwpwHadad; queste sono le divinità protettrici della comunità locale. Atargatide, che veste una mwqacorona merlata, è l'antenata della casata reale, il fondatore di una vita sociale e religiosa, la divinità della generazione e della fertilità (dimostrata dalla prevalenza di emblemi mwqqfallici), e l'inventrice di utili strumenti). Non meno naturalmente, essa è identificata con la greca mwqgAfrodite. Dalla congiunzione di queste molte funzioni, invece di originare una divinità del mare analoga ad mwqwAmphitrite, divenne in ultima analisi una grande dea della natura, analoga a mwraCybele e mwrqRhea: in sintensi, Atargatide riassume tutti gli aspetti della protezione che l'acqua esercita nei confronti della vita; in un altro, l'universo dei mondi parallelicite-ref-12[12]; in un terzo (influenzato, senza dubbio, dall'astrologia mwsgcaldea), il potere del destino.
Come mwtaAtaratha può essere riconosciuta dall'automutilazione dei suoi fedeli, registrato in un passaggio cristiano sensazionalista del mwtqLibro delle Leggi delle Genti, uno dei più antichi la lavori della prosa siriaca, un prodotto della prima parte del III secolo, della scuola di mwtgBardesane (Bar Daisan):
«In Siria a in mwuqUrhâi [Edessa era abitudine dell'uomo castrarsi in onore di Tharatha. Ma quando Re Abgar divenne un mwugcredente, comandò che chiunque facesse ciò avrebbe avuta tagliata una mano. E da allora fino ad oggi, nessuno si è più evirato in Urhâi.mwuw »—Capitolo 45.
Mitologia di Atargatide
Le leggende legate alla dea sono numerose e di carattere astrologico. Un collegamento razionale con la veneranda colomba siriana e con l'astinenza dal pesce si nota nella storia di mwxgAteneo 8.37, in cui mwxwAtargatis è interpretato come "senza Gatis", il nome della regina che è detto abbia proibito mangiare pesce. Così mwyaDiodoro Siculo, (2.4.2), citando mwyqCtesias, racconta come Derceto si innamorò di un giovane, del quale rimase incinta, e come per la vergogna Derceto si lasciò affogare in un lago vicino Ascalon, come il corpo di lei fu tramutato in pesce e coloro che adoravano la Dea si astenevano di mangiarnecite-ref-villarosa-10-1[10]. La bambina di Derceto, mwzgSemiramide, crebbe e divenne la regina degli mwzwAssiri. In un'altra storia, raccontata da mw0aGaio Giulio Igino, un uovo cadde dal cielo nell'mw0qEufrate, e fu fatto rotolare e portato sulla terra da un pesce, dove fu covato da colombe, e dal quale nacque mw0gVenere.
L'autore di mw1aCatasterismi ha spiegato la costellazione del mw1gPesce Australe come imparentata con i due pesci che formano la costellazione dei Pesci; secondo questo resoconto, essa fu posizionata in cielo in memoria della caduta di Derceto vicino l'Eufrate in Siria, da cui fu salvata da un grande pesce — che spiega nuovamente l'astinenza siriana dal pesce.
mw2aOvidio nelle mw2qmw2gMetamorfosi (5.331) relaziona come Venere prese la forma di pesce per nascondersi da mw2wTifone. Nella sua opera mw3amw3qFasti (2.459 - .474) Ovidio relaziona invece di come mw3gDione, nome con il quale Ovidio si riferisce a Venere/Afrodite, volando da Tifone con il suo bambino mw3wCupido/mw4aEros, giunse al fiume Eufrate in Siria. Ascoltando il vento improvvisamente soffiare, e impaurita dal fatto che potesse essere Tifone, la dea si fece aiutare dalle ninfe del fiume e vi si immerse con suo figlio. Due pesci li riportarono in superficie e furono ricompensati con la trasformazione nelle due costellazioni dei mw4qPesci — per questo motivo, i siriani non possono mangiare pesce.
Una recente analisi del culto di Atargatide è il saggio di Per Bildecite-ref-13[13], in cui Atargatide appare nel contesto di altri grandi divinità ellenizzate dell'Est.
Note
cite-note-11. ↑ Il moderno repertorio di allusioni letterarie alla dea è di Paul Louis van Berg, mw7qCorpus Cultus Deae Syriae (C.C.D.S.): les sources littéraires, Parte I: mw7gRépertoire des sources grecques et latines; Parte II: mw7wÉtudes critiques des sources mythologiques grecques et latines (Leida, Brill) 1973.
cite-note-22. ↑ «Hadad e Atargatis Palmyra», mw8wAmerican Journal of Archeology mw9a37 (gennaio 1933), pp. 58-63, esaminando tessere stampate con il nome di Palmyrene.
cite-note-33. ↑ Robert A. Olden, Jr, «The Persistence of Canaanite Religion», mw-aThe Biblical Archaeologist, vol. 39, nº 1 (marzo 1976), pp. 31–36, specialmente 34.
cite-note-55. ↑ Rostovtseff 1933:58-63; mwaqaDura-Europos III.
cite-note-66. ↑ Nelson Glueck, «A Newly Discovered Nabataean Temple of Atargatis and Hadad at Khirbet Et-Tannur, Transjordania», mwaqqAmerican Journal of Archaeology vol. 41, nº 3 (luglio 1937), pp. 361-376.
cite-note-77. ↑ Baur, mwaqgDura-Europos III, p. 115. Per mwaqkPindaro (mwaqoSixth Olympian Ode), la divinità marina greca mwaqsAmphitrite è la «dea dell'amo d'oro»
cite-note-88. ↑ mwaq8Luciano di Samosata, mwaramwareDe dea Syria; mwariDiodoro Siculo, mwarmmwarqBiblioteca storica II.4.2.
cite-note-99. ↑ Glueck 1936: p. 374, note 4.
cite-note-villarosa-1010. ↑ mwar0F. S. Villarosa, mwar4mwar8Dizionario mitologico-storico-poetico, vol. I, Napoli, Tipografia Nicola Vanspandoch e C., 1841, p.mwasa 49.
cite-note-1313. ↑ mwataReligion and Religious Practice in the Seleucid Kingdom (nella serie di studi "Studies in Hellenistic Civilization"), Aarhus University Press, 1990
Bibliografia
Fonti
• mwatuOvidio, mwatymwatcMetamorfosi V, 386-387.
• mwatkLuciano di Samosata (attr.), mwatoΠερὶ τῆς Συρίης Θεοῦ (mwatsmwatwDe dea Syria)
Moderna
• mwauaQuesto articolo contiene brani tratti dall'mwaueEncyclopædia Britannica, 11ª ed., una pubblicazione ora di pubblico dominio.
• mwaumLuisa Biondetti, Dizionario di mitologia classica, Milano, Baldini & Castoldi, 1997, ISBN 978-88-8089-300-4.
• Moshe Weinfeld, «Semiramis: her name and her origin», in mwauuAh, Assyria...:Studies in Assyrian history and ancient Near Eastern historiography presented to Hayim Tadmor, a cura di Mordechai Cogan e Israel Eph'al, (serie Scripta Hierosolymitana 33), Gerusalemme, 1991, p. 99–103.
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Collegamenti esterni
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Atargatis, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• mwauwJewish Encyclopedia: Derceto, su jewishencyclopedia.com.